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Realizzazione Dossier Scuola 2010

Il Linux Day 2010 sarà dedicato alla scuola, ed in vista dell’evento il PDP si è preso l’incarico di coordinare i lavori per la realizzazione di un Dossier sul Software Libero nel mondo dell’istruzione.

Attualmente i lavori di stesura si stanno svolgendo sul nostro wiki.

Per seguire le modifiche apportate al Dossier, potete sottoscrivere il feed RSS.

Per praticità riporto gli indirizzi delle sezioni:

Pagina di descrizione

Pagina iniziale

Sezione 1: i motivi

Sezione 2: come fare

Sezione 3: software per la didattica

Sezione 4: casi di successo

C’è bisogno del contributo di tutti, perché il Dossier verrà diffuso nelle scuole e sarà lo strumento principale che permetterà la diffusione del Software Libero negli ambienti scolastici 🙂

Campagna “Caro candidato”

Tratto da http://mf-lug.org/homerun/

In vista delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010, il PDP supporta la campagna “Caro candidato”, la quale ha lo scopo di far firmare ai candidati un patto che li impegni a muovere un passo in favore del Software Libero.

In particolare ecco il testo del “Patto sul Software Libero”, preso dal sito:

Sono consapevole che

  • Il Software Libero e le attività di chi lo sviluppa ed utilizza assumono un ruolo chiave nell’era digitale: contribuiscono alla realizzazione delle libertà fondamentali, alla condivisione della conoscenza ed alla riduzione del «divario digitale». Inoltre, il Software Libero è un bene per tutti i cittadini; è uno strumento per rafforzare l’economia, la competitività e l’indipendenza tecnologica dell’Italia e dell’Europa.
  • Il Software Libero è un bene comune, da proteggere e sviluppare. La sua esistenza si basa sul diritto degli autori di rilasciare il loro software congiuntamente al codice sorgente, e sul diritto garantito a chiunque di usarlo, copiarlo, adattarlo e ridistribuirlo, nella sua forma originale o modificata.

Perciò mi impegno a

  • Incoraggiare con i mezzi istituzionali a mia disposizione le amministrazioni ed i servizi pubblici a sviluppare ed utilizzare prioritariamente Software Libero e standard aperti;
  • Supportare politiche attive a favore del Software Libero, ed oppormi ad ogni discriminazione nei confronti di questo;
  • Difendere i diritti degli autori e degli utenti di Software Libero, in particolare richiedendo la modifica di ogni norma che indebolisce tali diritti, ed opponendomi ad ogni iniziativa legislativa che avrebbe questo effetto.

Con un piccolo sforzo possiamo aiutare a diffondere questa campagna, ecco un paio di suggerimenti su come fare:

  • scegliete il candidato per cui avreste intenzione di votare;
  • controllate se ha un sito o – meglio ancora – un profilo su Facebook;
  • inviategli un messaggio pubblico [possibilmente proprio su Facebook, in modo che lo vedano tutti] di questo tipo:

Cara amica/Caro Amico,
come tua potenziale elettrice/tuo potenziale elettore ti chiedo di sottoscrivere apertamente il patto per il software libero proposto da CaroCandidato.it [ http://carocandidato.it ] oppure di spiegare pubblicamente perché non vuoi farlo.

  • poi, se vi va, usate il nostro gruppo di discussione per segnalare chi firma e chi no. Questo passo non è fondamentale: la cosa davvero importante è che sottoscrivano più candidati possibile, di ogni schieramento politico.

Se vi dicono che hanno bisogno di maggiori informazioni oltre a quelle disponibili sul sito di CaroCandidato.it, indirizzateli verso il PDP oppure uno qualsiasi dei tanti LUG italiani, dove certamente qualcuno potrà rispondere con competenza alle loro domande.

Quando non ottenete alcuna risposta, provate a riscrivere dopo un paio di giorni.
Se poi il medesimo candidato dovesse ricevere la stessa domanda ripetuta da più potenziali elettori è assai improbabile che non prenda una posizione.

Domandare è lecito, rispondere è cortesia e di solito, sotto elezioni, i politici tendono ad essere assai cortesi.

Richard Stallman a Bologna

Sabato 23 Gennaio noi del PDP abbiamo avuto l’onore di ascoltare dal vivo Richard Stallman, padre del Software Libero, il quale ha tenuto una conferenza nell’aula magna del dipartimento di Chimica di Bologna.

Il suo discorso ci ha chiarito le idee, ci ha caricati e soprattutto chi ha dato molti spunti per la scrittura del Dossier Scuola.

Il “profeta” infatti ha espresso le sue idee sull’argomento in modo molto chiaro, dando motivazioni precise sul perché la pubblica istruzione dovrebbe adottare esclusivamente Software Libero.

Ecco la traduzione di una parte del discorso relativa a questo argomento:

Le scuole devono insegnare esclusivamente Software Libero ai loro studenti. Tutte le scuole, dalla materna all’università devono farlo, e ci sono 4 ragioni:

  • La più ovvia è il risparmio economico. Anche nei paesi più ricchi le scuole non hanno abbastanza denaro, il loro budget è limitato, quindi non dovrebbero sprecarne inutilmente acquistando permessi per eseguire software proprietari. Questa ragione è la più ovvia, infatti anche le persone che non sanno cosa sia il Software Libero possono comprenderla, ma è anche la più superficiale, quindi non dovete mai focalizzarvi principalmente su questa motivazione, ma dire anche le altre motivazioni più profonde.
  • Ci sono comunque delle case di Software Proprietario che eliminano questo “vantaggio” donando copie gratuite dei loro software non liberi alle scuole. E perché lo fanno? Lo fanno perché in questo modo spingono le scuole ad imporre dipendenza ai loro programmi alla società. Ecco come funziona il piano: le scuole prendono le copie gratuite e le insegnano ai loro studenti, in modo che questi sviluppino una dipendenza e poi si laureano. Una volta laureati le stesse Software House non gli offrono più copie gratuite. Questi vanno a lavorare in aziende, a cui queste Software House non offrono copie gratuite. L’idea è che le scuole portano alla dipendenza gli studenti, e questi trascinano il resto della società con se. È come donare alle scuole dosi gratis di droga, in modo che queste le sommistrino agli studenti, in modo da renderli dipendenti. La prima dose è gratis, ma una volta dipendente allora devi pagarle. Le scuole non accetterebbero la droga e allo stesso modo devono rifiutare questi programmi proprietari anche se sono gratis, perché la scuola ha una missione sociale: educare la prossima generazione ad essere buoni cittadini di una società forte, indipendente, cooperante e libera. In informatica, questo significa insegnare Software Libero e solo Software Libero.
  • Ma c’è una ragione più profonda per la formazione dei migliori programmatori. Alcuni individui sono programmatori nati, dall’età di 10 fino a 13 anni, questi sono affascinati dalla programmazione e vogliono scoprire come i programmi fanno quello che fanno. Nel caso di programmi proprietari, quando questi ragazzi chiedono al loro insegnante come questi funzionano, l’insegnante può solo rispondere: non lo so perché è un segreto, quindi l’educazione non è permessa. Il software proprietario ostacola la conoscenza e non dovrebbe essere ammesso nelle scuole. Se invece il programma è Libero, l’insegnate può spiegarlo in generale, e poi dire: questo è il codice sorgente di questo programma, studiatelo tutto e capirete a fondo come funziona questo programma. Non solo, l’insegnante può anche dire: leggetelo, ditemi le parti che non avete capito, portatemele e le analizzeremo insieme. Questo offre ai programmatori nati un’opportunità per imparare qualcosa di molto importante: questo codice non è chiaro! Ecco perché non lo capisco. Il modo migliore per scrivere buon codice è leggerne tanto e scriverne tanto. Solo il Software Libero dà l’opportunità di leggere tanto codice dei programmi che la gente utilizza veramente, e la strada per imparare a scrivere codice per grandi programmi è partire dal piccolo, che non significa partire dai programmi piccoli. Scrivere un programma piccolo infatti non mostra nessuna delle difficoltà che si incontrano scrivendo un programma complesso. Quindi il modo per cominciare dal piccolo per acquisire la capacità di sviluppare programmi complessi è scrivendo piccoli cambiamenti nei grandi programmi. Solo il Software Libero ti fornisce grandi programmi in cui puoi apportare modifiche, quindi il Software Libero è l’unico modo con il quale un programmatore nato può imparare ad essere un buon programmatore. Questo è come io ho imparato lavorando al MIT, in un laboratorio dove avevamo un sistema operativo libero e il mio lavoro consisteva nel migliorare il sistema. Quindi dovevo leggere una parte di programma e apportare delle modifiche, poi leggere una parte di un altro programma e correggerlo, e dopo aver ripetuto questo migliaia di volte ho acquisito una buona capacità. Oggi tutte le scuole possono offrire questa opportunità, ma solo se utilizzano Software Libero.
  • Ma c’è una ragione ancora più profonda, ed è l’amore per l’educazione alla cittadinanza. Perché le scuole non devono trasmettere solo i fatti e le competenze, ma anche lo spirito del libero arbitrio, l’attitudine ad aiutare gli altri, e per raggiungere questo ogni classe deve seguire questa regola: Studenti, se portate in classe del Software non potete tenervelo per voi, ma dovete distribuire copie al resto della classe, e dovete portarvi anche il codice sorgente, nel caso in cui qualcuno voglia studiarlo, perché la scuola è il luogo in cui la conoscenza si condivide. Comunque la scuola deve dare il buon esempio, deve seguire anch’essa questa regola. La scuola deve “portare” solo Software Libero in classe, distribuendone copie e codice sorgente agli studenti.

Se sei in contatto con una scuola, è tua responsabilità spingere affinché questa scuola adotti Software Libero, sempre portando avanti le motivazioni etiche e non quelle economiche. Se vedi altre persone soffermarsi alle motivazioni economiche superficiali, è tuo compito mettere in evidenza quelle più profonde. Porta avanti l’azione pubblicamente e continua a provare. Non dico che un’agenzia pubblica o una scuola possa passare al Software Libero in una settimana, perché andare così veloci causerebbe molti problemi. Un’agenzia governativa dovrebbe essere in grado di migrare in un anno, una scuola in cinque. Basta fare piccoli e costanti passi in avanti, finché non si raggiunge la meta. Non compiere un passo importante tutto insieme per poi dire: “Guarda, abbiamo fatto qualcosa!”, e poi fermarti. Questo è il modo per non arrivare alla meta.