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Torna la formazione con progetto Axé su “Pedagogia del Desiderio ed ArtEducazione”.

L’eco risuona da Salvador De Bahia a Fabriano. Per la seconda volta durante questo triennio del progetto DOORS, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, e coordinato dal CIES Onlus, torna a Fabriano la formazione sulla “Pedagogia del Desiderio ed ArtEducazione” con Rocco Fava e Giorgio Guzzetta di Axé Italia.

Axé è “l’energia che fa muovere tutte le cose”. In questa parola Yorubà non c’è solo l’omaggio alla cultura afrobrasiliana, ma la convinzione che i bambini e gli adolescenti siano l’energia più preziosa di ogni nazione.

[È obbligatoria l’iscrizione gratuita, con priorità ai partner del progetto DOORS.]

[Scarica il programma della formazione.]

Un risultato pedagogico concreto per i ragazzi di strada dal 1990 a Salvador De Bahia e dal 2004 in Italia, ora in espansione anche con il progetto DOORS grazie al sostegno dell’impresa sociale Con I Bambini. Ragazzi di strada in educazione attraverso l’ArtEducazione stessa, grazie alla quale progetto Axé ha portato i suoi ragazzi ad esibirsi con artisti del calibro di Roger Waters. Come si possono raggiungere questi risultati con migliaia di ragazzi? La risposta è in 3 punti: “Formazione. Formazione e Formazione” anche nella nostra prima puntata nel 2019. Questa è la risposta di Cesare de Florio La Rocca, un grande della Terra che proprio ora, il 15 settembre, ci ha lasciati. Ha lasciato la sua impronta e ai suoi educatori, e in qualche modo anche a noi di Fabriano la responsabilità di portare avanti il messaggio da lui avviato dal 1990 e maturato con tutti i suoi compagni di viaggio, tra cui Paulo Freire, che fu direttore pedagogico di Axé Italia, Marcos Antonio Candido Carvalho con cui ha coniato la pedagogia del Desiderio e Rocco Fava, direttore di Axé Italia. A loro va il nostro più caloroso abbraccio per la grande perdita.

Axé Italia porterà a Fabriano la formazione su Pedagogia del Desiderio e ArtEducazione, in un corso intensivo da venerdì 24 settembre, a domenica 26 settembre. L’iscrizione è gratuita per docenti ed educatori, con priorità ai partner del progetto DOORS.

Noi con il gruppo di Software Libero PDP siamo fieri di poter ospitare gli amici di Axé Italia e portare avanti il messaggio di Cesare de Florio La Rocca. Consigliamo la partecipazione data la disarmante efficacia della pedagogia del Desiderio che ci consegna pratiche per riconoscere ogni ragazzo e ragazza come soggetto dei propri desideri che può esprimere attraverso l’Arte il proprio diritto di essere accolto ed ascoltato.

Durante la formazione ci si confronterà sui laboratori effettuati nel territorio di Fabriano nel presidio territoriale al MakerSpace della Biblioteca Multimediale Romualdo Sassi e presso le scuole partner I.C. Marco Polo di Fabriano, I.C. Enrico Mattei di Matelica, I.C. Italo Carloni di Cerreto D’Esi.

Scarica il programma della formazione

Vi invitiamo a leggere il report della formazione del 2019 che ha attraversato le città di Torino, Milano, Roma e Fabriano, coinvolgendo nella partecipazione come ArtEducatrice anche Fiorella Mannoia.

È obbligatoria l’iscrizione gratuita, con priorità ai partner del progetto DOORS.

Materiale preparazione astronave al MakerCamp

Una speranza educativa

un articolo di Luca Ferroni in risposta a “una malattia educativa” del giornale locale L’Azione

Licenza: Creative Commons Attribution 4.0 (CC-BY 4.0), citare autore e fonte come: articolo di Luca Ferroni per il giornale L’Azione di Fabriano del 15 luglio 2021.

Buongiorno mondo, dall’8 maggio ho tenuto da parte il nr. 19 del giornale “L’Azione” di Fabriano in cui il direttore Carlo Cammoranesi ha portato alla nostra attenzione il tema dell’emergenza educativa in modo ancor più grave e pressante dell’emergenza economica.

Se guardo nella vita di ogni giorno, penso che porre l’attenzione ad essere educatori, vuol dire essere testimoni di scelte coerenti con il nostro percorso di vita. In caso contrario non possiamo ambire a dare un briciolo di speranza a ragazzi e ragazze perché possano realizzare i propri intimi desideri e sogni.

Allo stesso tempo ritengo che per poter dare speranza siano necessari prospettiva, ottimismo, leggerezza e concretezza. Per questo non credo che possiamo gestire in compartimenti separati l’emergenza economica e quella educativa. Difficilmente troveremo l’ottimismo necessario se non avremo il coraggio di sperimentare metodi alternativi per la distribuzione di ricchezza e di risorse.

Il lato positivo è che questa situazione rappresenta un forte punto di partenza in comune. Oggi la vita ci impone di facilitare le relazioni tra di noi, ritrovare valori condivisi avendo finalmente il coraggio di mettere in discussione quelli che ci hanno accompagnato finora. Non è facile che noi lo ammettiamo, ma se un sistema richiede troppa energia per essere mantenuto, vuol dire che le regole che lo definiscono sono  obsolete e va riscritto. Ci può far paura, ma quale senso migliore di vivere se non per lasciare un mondo nuovo e migliore di come l’abbiamo trovato? E così lasciare un bel ricordo di noi.

Quando sviluppo software faccio questo: evolvo i sistemi. Osservo i bug, errori che io stesso ho introdotto, e dopo un po’ li osservo come un’occasione per superare i miei limiti, i pregiudizi che mi hanno portato ad introdurli. Di solito, quando la situazione sembra troppo intricata, la risolvo più facilmente di quanto credessi distanziandomene, accettandola per quel che è ed identificando uno schema comune che fa funzionare bene insieme parti che apparivano come disconnesse e disordinate.

In questo modo sento come se dessi inizio ad una nuova vita, più armoniosa e positiva per tutti: per me, per i miei clienti, per gli utenti finali e per il software stesso, non più costretto a funzionare in modo inefficiente e inefficace. E credetemi che facendo questo mestiere con questo approccio si diventa anche un po’ filosofi! Come fu il nostro pioniere Alan Turing di cui mi piacerebbe un giorno parlarvi…

Per innovare con metodo scientifico parto dall’osservazione del fenomeno. Il dott. Cammoranesi mi ha offfferto un buon punto di osservazione: “un pervasivo malessere diffuso”, una “società narcisistica”, un futuro trasformato “da promessa a minaccia”. Un nichilismo come mancanza di senso derivata anche dai media, modelli culturali e da una certa categoria di cantanti contemporanei. Poi evidenzia la criticità di “ridurre gli insegnanti a trasmettitori di competenze”, e al fatto che gli stessi docenti, “si sentono mortificati in una gabbia burocratica e un paradigma di istruzione che succhia energia e distrae dal compito educativo”.

Io mi sento uno di questi. Ed ecco perché in questo momento ho dei dubbi se proseguire il percorso come docente nella scuola. 

Cammoranesi prosegue con la “paura (dei giovani) di farsi domande”, contrapposta alla “presunzione (degli adulti) che riversando quintali di retorica su temi importanti si ottenga qualche risultato”. E conclude sulla lettura di un ragazzo durante un’assemblea che termina con la frase “E io sono all’inferno”, il cui applauso è stato interrotto con la domanda: “Che fate? Applaudite uno che dice di stare all’inferno?”.

Parole che mi hanno fatto riflettere come padre di famiglia, ex docente e professionista che intende mettere a disposizione le proprie conoscenze per contribuire al bello nel territorio. Parole che scelgo di guardare in faccia con coraggio ed approfondire. Forse non avrei interrotto quell’applauso, ma mi piacerebbe parlarne insieme al MakerSpace della città, magari con il progetto DOORS selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, e coordinato dal CIES Onlus, il quale si sviluppa su 2 approcci pedagogici contemporanei: pedagogia del desiderio e learning creative learning. Oppure potremmo farlo sempre al MakerSpace semplicemente come individui. Solo noi stessi… in uno spazio dove il tempo si ferma e attraversa le generazioni.

Dal 2014 uno spazio multigenerazionale e multiculturale nella biblioteca di Fabriano. Moderno. Leggero. Per tutte le età. Si formano gruppi di interesse. Si respirano i profumi della Silicon Valley. Si progetta, si gioca, si collabora, con passione. Si ride. Si trascorre il tempo insieme in modo costruttivo. Si fa un percorso. Si creano relazioni con gruppi fuori città: Sigillo, Ancona, Montelupone, Roma, Boston, Salvador De Bahia. È bello.

Uno spazio dove ci può capitare di ascoltare anche la parte viva e divertente dei giovani che se ne escono con frasi del tipo: “per portare avanti un progetto spicy che non sia cringe bisogna prima creare un hype”. Voi lo avete capito quello che ho scritto? 🙂 Io, dalla vecchiaia del mio 42esimo anno, sì. 

A me piace tessere questo filo attraverso i linguaggi, le generazioni e gli interessi e ho scoperto un tesoro bello, unico, che scelgo di non dimenticare mai: siamo solo noi, persone. Alla ricerca di lasciare un ricordo. Serve altro? Credo che questo sia un lavoro utile per il nostro territorio, e mi auguro che qualcuno se ne accorgerà e potrà sostenerlo economicamente con fondi importanti. O anche solo piccole donazioni ci fanno sicuramente piacere. Se condividete potete farle attraverso il sito IoRestoACasa.work

Ma soprattutto dal 12 al 23 luglio i ragazzi del MakerSpace li potete trovare al MakerCamp 2021 organizzato al F-Actory, in via Vittorio Veneto 50, dalle 15:00 alle 18:00. Forse potrete trovare anche me, o forse no, ma che importa? Perché non passate a conoscere questa realtà, portate i vostri ragazzi o vi fermate a giocare solo per la curiosità di incontrarsi? Sono sicuro che se lo farete, potremmo ritrovarci come le star in un nuovo Roxy Bar… e magari senza nemmeno accorgercene. “PIC indolor… fatto? Già fatto” 🙂 … ecco…. forse questa pubblicità i giovani non se la ricordano: un colpo al cerchio e uno alla botte!

Luca `fero` Ferroni per #spicyfabriano

“La tecnica tra utopie e distopie”

un viaggio con Mario Fierli nel nostro rapporto con la tecnologia

Venerdì 11 giugno, presentazione online del libro curata da Biblioteca Multimediale e Maker Space di Fabriano.

La Storia umana è da sempre anche storia del rapporto tra l’essere umano e gli strumenti che utilizza per vivere, lavorare, costruire, combattere.
La tecnologia ha sempre alimentato i sogni e le paure di autori e filosofi: dalle utopie in cui le macchine affrancano l’uomo dalla fatica, alle distopie in cui lo sostituiscono e lo eliminano.

Per guidarci in questo affascinante viaggio a cavallo tra le promesse della “Nuova Atlantide” di Bacone e il terrificante futuro di Terminator, il Maker Space di Fabriano e la Biblioteca Multimediale “Romualdo Sassi” organizzano la presentazione del libro “La tecnica tra utopie e distopie” di Mario Fierli.
Già Direttore Generale del MIUR e docente della Scuola di Specializzazione per Insegnanti, Fierli è esperto di epistemologia dell’educazione tecnologica e di storia della tecnica. Tra i suoi tanti contributi scientifici, “Tecnologie per l’educazione” (Laterza, 2002).

Il viaggio di Fierli dura 4 secoli fra autori come Ruggero Bacone e Jonathan Swift, Arthur Conan Doyle e Jules Verne che nelle loro opere descrivono le infinite possibilità che la tecnologia avrebbe potuto – e ancora potrà – avere nel definire il futuro delle nostre vite.

Il libro di Mario Fierli spazia dalla filosofia alla letteratura al cinema permettendoci di scoprire anche autori e suggestioni meno note, ma di grande fascino, come quelle del grande autore polacco di fantascienza Stanislaw Lem, e stimolandoci su temi di stretta attualità, come il rapporto tra scuola e tecnologia.

Una riflessione che rientra nella missione del Maker Space, lo spazio di sperimentazione tecnologica fabrianese animato dall’associazione di software libero PDP.
Il Maker Space opera quotidiniamente per promuovere l’uso consapevole delle tecnologie, sfruttandone le potenzialità per promuovere un approccio attivo e creativo alla conoscenza: e proprio la scuola è un campo privilegiato di sperimentazione: grazie al progetto DOORS, il progetto nazionale contro la povertà educativa, il PDP anima infatti laboratori di coding e robotica nelle scuole, unendo arte e tecnologia per stimolare la fantasia e la progettualità di docenti e ragazzi.

La presentazione del volume di Fierli si svolgerà online venerdì 11 giugno, a partire dalle ore 20.30: per iscriversi all’iniziativa e ricevere il link di connessione, è possibile scrivere ad Angela Biocco, coordinatrice dell’evento, all’indirizzo a.biocco@gmail.com .